giovedì 17 gennaio 2008

Arrestato il figlio di Lo Piccolo, ma sarà davvero la fine del Pizzo?

provvedimento di fermo con cui i pm della dda di Palermo hanno costretto ieri in manette 29 tra boss ed esattori del pizzo - compreso l'altro figlio del boss, Calogero - conferma il peso delle rivelazioni dei due pentiti alla cui schiera, secondo indiscrezioni trapelate in ambienti giudiziari, starebbe per aggiungersi un altro ex colonnello del padrino di san Lorenzo.
«Con questa operazione abbiamo azzerato la rete del pizzo in quasi tutti i quartieri della città. Gli operatori economici non hanno più l'alibi per tacere», ha commentato il questore di Palermo, Giuseppe Caruso.
Il procuratore Francesco Messineo ha parlato di «colpo durissimo al sistema delle estorsioni» e di «disarticolazione» della cupola mafiosa palermitana. Dietro alle sbarre sono finiti i nuovi capi delle famiglie di quartieri strategici per il controllo di affari e potere come Cruillas-Noce, guidata da Carmelo Seidita; Ballarò, con al vertice Alessandro D'Ambrogio; Acquasanta-Arenella, retta da Stefano Fontana e Tommaso Natale, il cui capo indiscusso è l'altro rampollo dei Lo Piccolo, Calogero, tra i fermati di ieri.
Totuccio lo Piccolo controllava ormai tutte le attività illecite: dal traffico di droga, al racket, al toto nero e al controllo delle scommesse lecite attraverso la gestione indiretta dei centri Snai. Nel covo anche un block notese con i pensieri del figlio del capomafia. Sandro si cimenta, senza successo, in citazioni latine, definisce Freud filosofo e si confida, come in una sorta di diario. «Voglio - scrive - una cosa più viscerale profondamente radicato, tipo amore».


Nessun commento: